{"id":12215,"date":"2015-12-23T00:00:00","date_gmt":"2015-12-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/libinst.detail-digital.ch\/denkanstoesse\/disparita-economiche-e-concorrenza-istituzionale\/"},"modified":"2015-12-23T00:00:00","modified_gmt":"2015-12-22T23:00:00","slug":"disparita-economiche-e-concorrenza-istituzionale","status":"publish","type":"denkanstoesse","link":"https:\/\/www.libinst.ch\/it\/spunti-di-riflessione\/disparita-economiche-e-concorrenza-istituzionale\/","title":{"rendered":"Disparit\u00e0 economiche e concorrenza istituzionale"},"content":{"rendered":"<p class=\"first\"><span class=\"first-letter\">N<\/span>elle societ\u00e0 contemporanee vi \u00e8 difficolt\u00e0 ad accettare l&#8217;esistenza di forti disparit\u00e0 territoriali. In ragione del prevalere di logiche egualitarie, la presenza di aree relativamente depresse \u00e8 considerata un problema da affrontare e risolvere, al fine di ridurre almeno in parte le diseguaglianze.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 discutere sulla fondatezza di questo progetto, dato che l&#8217;egualitarismo tende a produrre esiti in vario modo illiberali e non va confuso con una doverosa attenzione ai pi\u00f9 deboli. Un filosofo inglese scomparso pochi anni fa, Anthony Flew, in un suo bel testo oppose la logica dei Buoni Samaritani, che appunto si preoccupano di chi ha bisogno di soccorso, e quella dei Procustiani, che invece mostrano una preferenza ideologica per un ordine sociale in qualche modo appiattito: anche a costo di causare un generale peggioramento della situazione di tutti.<sup><a id=\"ref1\" href=\"#fn1\">1<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Quali che siano i limiti della prospettiva egualitaria, \u00e8 comunque fuori discussione che nelle societ\u00e0 contemporanee ogni eccessiva diversit\u00e0 tra le regioni che compongono una medesima comunit\u00e0 nazionale \u00e8 intesa quale una difficolt\u00e0 da superare: che si tratti dell&#8217;arretratezza dell&#8217;Andalusia in Spagna, di quella dei L\u00e4nder orientali in Germania o del Mezzogiorno in Italia.<sup><a id=\"ref2\" href=\"#fn2\">2<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare, allora, per risolvere in qualche modo tale situazione?<\/p>\n<p>Da tempo in Svizzera sono all&#8217;opera due diverse e per tanti aspetti contrapposte strategie, che rinviano a distinti orientamenti culturali. Nel corso degli anni la legislazione ha infatti introdotto varie forme di perequazione, in ragione delle quali le aree geografiche pi\u00f9 benestanti della societ\u00e0 elvetica sono costrette a destinare una parte delle proprie risorse a quelle meno sviluppate. Si tratta di aiuti a carattere redistributivo, con tutti gli inconvenienti che ne derivano: non ultimo quello di suscitare viva contrariet\u00e0 in chi \u00e8 costretto a pagare, minando alla radice quello spirito federale che invece sarebbe necessario preservare e rafforzare.<\/p>\n<p>Esiste per\u00f2 anche un&#8217;altra strategia ed \u00e8 quella del federalismo competitivo. Sulla base dell&#8217;ampia libert\u00e0 di autogoverno a loro disposizione, i cantoni che si trovano in condizioni relativamente pi\u00f9 difficili possono adottare strategie attrattive. Se lo vogliono, essi sono in grado di fissare regole semplici che non intralcino le attivit\u00e0 imprenditoriali e, soprattutto, possono ridurre la pressione fiscale allo scopo di chiamare sul proprio territorio persone, capitali e imprese.<\/p>\n<p>Questa seconda soluzione non sposta risorse in maniera coercitiva, ma semmai permette ai singoli individui di delocalizzare la propria ricchezza e i propri investimenti al fine di premiare le giurisdizioni che creano i contesti istituzionali pi\u00f9 favorevoli. E i vantaggi di tutto questo sono numerosi.<\/p>\n<p>Mentre la perequazione statale porta qualcuno a utilizzare risorse prodotte da altri (e indebolisce quindi il principio di responsabilit\u00e0), la concorrenza istituzionale che \u00e8 al cuore del federalismo competitivo chiede a ogni singola realt\u00e0 locale di prestare la massima attenzione a quanto fa e alle conseguenze delle proprie decisioni. Entro un ordine rigorosamente federale, poich\u00e9 si spende solo quello che i propri cittadini hanno versato, di solito vi \u00e8 maggiore attenzione a operare bene, evitare sprechi, gestire ogni cosa in economia. Per giunta questo federalismo coerente introduce una sorta di \u201cgara\u201d tra amministratori locali che porta molti a copiare le soluzioni pi\u00f9 efficaci, stimolando innovazione e miglioramenti.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare che tutto questo agevoli solo i cantoni che maggiormente s&#8217;impegnano ad abbassare le imposte e a semplificare la legislazione, ma non \u00e8 cos\u00ec, poich\u00e9 anche gli altri sono costretti a restare al passo, evitando di spremere troppo i contribuenti e cercando di dare loro buoni servizi in cambio di quanto versano.<\/p>\n<p>Un federalismo di questo tipo ripresenta nell&#8217;ambito istituzionale il dinamismo concorrenziale che un autore come Friedrich von Hayek ha posto al centro della sua riflessione, specie quando ha opposto gli ordini spontanei e quelli pianificati.<sup><a id=\"ref3\" href=\"#fn3\">3<\/a><\/sup> Le diverse entit\u00e0 unite dal patto federativo sono insomma chiamate a dare il meglio di loro e l&#8217;esito finale \u00e8 tutt&#8217;altro che predefinito. In questo senso, la competizione istituzionale basata sull&#8217;autogoverno delle tradizione elvetica aiuta soprattutto a tenere bassa la pressione fiscale e alta la qualit\u00e0 dei servizi offerti dagli enti pubblici locali nell&#8217;intera societ\u00e0 elvetica, dato che crea una sorta di \u201cmercato\u201d concorrenziale nell&#8217;ambito dei servizi pubblici.<\/p>\n<p>In fondo, bisogna tenere a mente che uno dei segreti del successo svizzero sta proprio nel fatto di essere una piccola realt\u00e0, per giunta divisa in 26 comunit\u00e0 politiche largamente indipendenti e a loro volte suddivise in comuni che si autogovernano ampiamente.<sup><a id=\"ref4\" href=\"#fn4\">4<\/a><\/sup> In tale quadro, \u00e8 difficile immaginare che un cantone possa comportarsi troppo male (alti costi e bassa qualit\u00e0 dei servizi) dato che \u00e8 assai facile spostarsi in un cantone vicino e accedere a condizioni migliori.<\/p>\n<p>Mentre la logica della perequazione \u2014 che pure riscuote un crescente sostegno anche nel mondo politico \u2014 crea tensioni, annacqua la responsabilit\u00e0 degli attori politici e riduce la competizione, una solida fedelt\u00e0 alle ragioni storiche dell&#8217;autogoverno elvetico \u00e8 assai meglio in grado di dare potenti strumenti alle aree meno ricche e che vogliono progredire. Se Uri si trova in condizioni peggiori di Zugo, provi ad abbassare le imposte e semplificare le regole: \u00e8 ragionevole immaginare che le cose miglioreranno.<\/p>\n<p>Va anche sottolineato come la distanza tra le regioni pi\u00f9 prospere e meno prospere della Svizzera sia spesso inferiore a quella che si riscontra in varie altre societ\u00e0 d&#8217;Europa, storicamente estranee allo spirito federale. E si pu\u00f2 supporre che proprio l&#8217;ampio ricorso agli strumenti della competizione istituzionale, nel corso dei decenni, abbia permesso alle aree con minori risorse e opportunit\u00e0 di giocare bene le proprie carte.<\/p>\n<p>Sui temi della competizione tra giurisdizioni molti economisti e filosofi (basti pensare agli autori della scuola di Public Choice e, tra gli altri, a Gordon Tullock) hanno sviluppato analisi approfondite,<sup><a id=\"ref5\" href=\"#fn5\">5<\/a><\/sup> ma \u00e8 interessante rilevare come spesso anche chi si occupa di teoria abbia cercato proprio in Svizzera una conferma empirica alle proprie tesi.<\/p>\n<p>Questo significa che per quanti vivono a Zurigo, Lugano o Ginevra, basta in fondo guardarsi attorno per capire cosa \u00e8 meglio fare e cosa \u00e8 meglio evitare.<\/p>\n<p>(Una versione ridotta di questo testo \u00e8 stata pubblicata sul <em>Corriere del Ticino<\/em>)<\/p>\n<hr \/>\n<p><sup id=\"fn1\">1. [Anthony Flew, <em>Equality in liberty and justice<\/em>, New Brunswick \u2014 London, Transaction, 2001. La formulazione pi\u00f9 nota di una filosofia politica a vocazione egualitaria si trova in: John Rawls, <em>Una teoria della giustizia<\/em>, Milano, Feltrinelli, 2008 (1971).]<a title=\"Torna alla nota 1 nel testo.\" href=\"#ref1\">\u21a9<\/a><\/sup><\/p>\n<p><sup id=\"fn2\">2. [\u00c8 significativo in tal senso che secondo Allen Buchanan non abbia diritto a secedere una comunit\u00e0 politica relativamente pi\u00f9 ricca che voglia sottrarsi a doveri di solidariet\u00e0 nei riguardi di una comunit\u00e0 politica relativamente pi\u00f9 povera. Si veda: Allen Buchanan, <em>Secessione. Quando e perch\u00e9 un Paese ha il diritto di dividersi<\/em>, Milano, Mondadori, 1994 (1991).]<a title=\"Torna alla nota 2 nel testo.\" href=\"#ref2\">\u21a9<\/a><\/sup><\/p>\n<p><sup id=\"fn3\">3. [Al riguardo si veda, in modo particolare, il primo volume di: Friedrich A. von Hayek, <em>Legge, legislazione e libert\u00e0<\/em>, Milano, il Saggiatore, 2010 (1973-79).]<a title=\"Torna alla nota 3 nel testo.\" href=\"#ref3\">\u21a9<\/a><\/sup><\/p>\n<p><sup id=\"fn4\">4. [Sul tema insiste opportunamente un bel libro di uno storico inglese: Jonathan Steinberg, <em>Why Switzerland?<\/em>, Cambridge, Cambridge University Press, 1996 (1976).]<a title=\"Torna alla nota 4 nel testo.\" href=\"#ref4\">\u21a9<\/a><\/sup><\/p>\n<p><sup id=\"fn5\">5. [Si veda in particolare: Gordon Tullock, <em>La scelta federale, Argomenti e proposte per una nuova organizzazione dello Stato<\/em>, Milano, Franco Angeli, 1996 (1995).<br \/>\n]<a title=\"Torna alla nota 5 nel testo.\" href=\"#ref5\">\u21a9<\/a><\/sup><\/p>\n","protected":false},"featured_media":8649,"template":"","tag":[162,150,511,1365],"class_list":["post-12215","denkanstoesse","type-denkanstoesse","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tags-concorrenza-istituzionale","tags-cultura","tags-decentralizzazione","tags-uguaglianza"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Disparit\u00e0 economiche e concorrenza istituzionale - Istituto Liberale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.libinst.ch\/it\/spunti-di-riflessione\/disparita-economiche-e-concorrenza-istituzionale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Disparit\u00e0 economiche e concorrenza istituzionale - Istituto Liberale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nelle societ\u00e0 contemporanee vi \u00e8 difficolt\u00e0 ad accettare l&#8217;esistenza di forti disparit\u00e0 territoriali. 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