Libri consigliati

L'Istituto Liberale presenta e consiglia una selezione delle opere classiche più importanti e di attualità appartenenti alla sfaccettata tradizione scritta di spirito liberale. Tutti i libri proposti in questa pagina sono ordinabili tramite il nostro partner Amazon e il loro acquisto andrà a contribuire al finanziamento dell'Istituto Liberale.

Le auguriamo una piacevole e stimolante lettura.



Filosofia liberale

  • L'ingranaggio della libertà

    David Friedman

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    «Sembra esserci una stretta correlazione tra le leggi che rendono libera la gente e quelle che la rendono felice.» Muovendo da questa elementare constatazione, David Friedman avvia un'analisi concreta dei vari settori del vivere associato in cui, con vantaggio di tutti, sarebbe possibile riappropriarsi degli spazi di autonomia confiscati dalle cricche di politici, legislatori e burocrati che costituiscono le mille membra del Moloch statale. Scuola, sanità, previdenza, giustizia, sistema viario, sicurezza, tutela ambientale, mass media e tanti altri servizi vengono riprogettati da Friedman sulla base di principî non coercitivi, dimostrando come lo Stato sia la negazione di efficienza e giustizia, le quali non nascono da obblighi, divieti, costrizioni, ma dalla cooperazione di individui liberi e consenzienti.Il senso di questo libro - come dice lo stesso Autore - è quello di «persuadere la gente che una società potrebbe essere sia libera che desiderabile, che le istituzioni della proprietà privata costituiscono il meccanismo della libertà, rendendo possibile ad ognuno, in un mondo interdipendente e complesso, di raggiungere il proprio scopo».Utopia o lungimirante realismo? Molte delle "scandalose" proposte avanzate in questo libro - pubblicato per la prima volta nel 1973 - sono già una realtà in vari paesi del mondo libero.

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  • Difendere l'indifendibile

    Walter Block

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    Un testo oltraggioso e divertente, e tuttavia spietatamente logico, che col rasoio dell'intelletto restituisce positiva ragion d'essere a figure oggetto di universale disprezzo, relegate nel lazzaretto dei bricconi e dei nemici dell'umanità (il ruffiano, il porco maschilista, il poliziotto corrotto, il ricattatore, lo speculatore, il crumiro, ...)Un libro che è stato tradotto in più di dieci lingue e di cui Friedrich A. von Hayek ha detto:«Sfogliando Difendere l'indifendibile ho avuto l'impressione di essere nuovamente esposto alla terapia d'urto con cui, più di cinquant'anni fa, il compianto Ludwig von Mises mi convertì a una posizione liberista coerente. Persino adesso rimango a volte incredulo, e penso “ora si esagera”, ma di solito concludo alla fine che lei abbia ragione. Per alcuni potrà sembrare una medicina troppo forte, ma farà loro del bene anche se la odieranno. Un'autentica comprensione dell'economia richiede che ci si liberi da illusioni e pregiudizi a noi cari. Errori diffusi in economia si esprimono spesso in pregiudizi infondati verso altre attività, e nel dimostrare la falsità di questi stereotipi lei rende un autentico servigio, sebbene questo non la renderà certo più popolare.»

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  • Sinistra e destra: l'avvenire della libertà

    Murray N. Rothbard

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    "Sinistra e destra: l'avvenire della libertà", pubblicato nel 1965 e presentato qui per la prima volta in italiano, costituisce uno dei momenti fondamentali della riflessione rothbardiana sui temi della guerra e della politica estera in generale. Scritto durante il clima della guerra fredda e sulla scia dell'impegno bellico in Vietnam, ricostruisce le vicende del pensiero liberale che, ad avviso dell'autore, da movimento radicale di opposizione si trasformò in comodo conservatorismo. Rothbard, in questo scritto dirompente e provocatorio, invita i liberali a ritrovare il proprio radicalismo e delinea la totale inconciliabilità tra una politica estera aggressiva e il libertarianism.

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  • Anarchia, stato e utopia

    Robert Nozick

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    Se lo stato non esistesse, sarebbe necessario inventarlo? John Locke, che per prima teorizzò il liberalismo, avrebbe sicuramente risposto di no. Robert Nozick, discendente di quella tradizione filosofico-politica, oggi sostiene di sì. La sua formula à quella dello "stato minimo", che il filosofo statunitense ritiene inevitabile per costruire società capaci di vivere in libertà. Postulato: una ferrea difesa dei diritti individuali. Un libro provocatorio, in grado di suscitare nei lettori di qualunque fede politica la voglia di ripensare il proprio ruolo di cittadini, insieme ai vincoli che derivano dall'appartenere a uno stato. Dalla giustizia al lavoro, dalla solidarietà alla cooperazione, Nozick si interroga sulle legittime funzioni dello Stato.

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Economia politica

  • Ciò che si vede, ciò che non si vede. E altri scritti

    Frédéric Bastiat

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    Il volume raccoglie nove scritti dell'economista e pensatore francese Frédéric Bastiat. Ad essere presi di mira sono tutti gli argomenti dei nemici del mercato e della libertà economica: dal socialismo al protezionismo, dalla spesa pubblica alle politiche di sostegno dell'occupazione. Lo scritto principale illustra qualcosa di apparentemente ovvio, e cioè che la distruzione non produce benefici economici, poiché gli investimenti necessari per rimettere a posto le cose si sarebbero potuti utilizzare altrove e in modo più proficuo. Con un linguaggio semplice e discorsivo, egli invita il lettore a usare la logica e a cogliere l'insieme dei fenomeni sociali, non limitandosi all'apparenza (a “ciò che si vede”, appunto). E poiché la tesi che sia necessario stimolare la domanda continua a trovare ascolto, la sua lezione è quanto mai attuale. Benché scritte a metà Ottocento, queste pagine assai celebri hanno il merito di scardinare uno dei sofismi economici di maggior successo (la tesi che sia necessario stimolare in qualsiasi modo la domanda) e mantengono intatta tutta la loro freschezza di fronte al persistere di logiche variamente keynesiane.

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  • I fallimenti dello Stato: Introduzione alla Public choice

    Gordon Tullock, Arthur Seldon e Gordon L. Brady

    I fallimenti dello Stato: Introduzione alla Public choice book image

    Come funziona davvero la politica democratica? La scuola della "public choice" utilizza gli strumenti concettuali dell'economia per studiare la politica, in una prospettiva fortemente realistica. Inaugurata da autori come il Premio Nobel James M. Buchanan (1919-2013) e Gordon Tullock (1922-2014), è oggi un programma di ricerca estremamente significativo. Questo libro offre un'introduzione sintetica alla "teoria della scelta pubblica". Non esistono soltanto "i fallimenti del mercato". Per gli autori, le presunte "imperfezioni" che lo Stato cerca di sanare con il proprio ripetuto intervento generano "fallimenti dello Stato" almeno altrettanto gravi. Gli uomini, operino all'interno dell'amministrazione statale o fuori di essa, sono fatti della stessa pasta. Tutti, senza distinzioni, cercano per lo più di massimizzare il proprio interesse. Questo piccolo manuale della "public choice" è suddiviso in tre parti, scritte da tre autori diversi e volte a presentare alcuni dei punti principali della "teoria della scelta pubblica": i principi vengono esposti da Gordon Tullock, le loro applicazioni negli Stati Uniti analizzate da Gordon L. Brady e quelle che riguardano la Gran Bretagna da Arthur Seldon. Una lettura indispensabile, per capire la politica senza illusioni.

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  • La tirannia fiscale

    Pascal Salin

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    La moderna democrazia nasce dall'esigenza di limitare i poteri di chi governa, non ultimo quello di imporre tasse. Laddove - come è accaduto in molti paesi e in special modo in Italia negli ultimi trent'anni - la potestà tributaria è usata come strumento per depredare alcuni cittadini a favore di altri, e ha come unico limite quello della voracità delle corporazioni sul cui consenso si fonda il potere, lì la democrazia si riduce a farsa della democrazia.Accade allora che il "Principe", attraverso un accurato lavaggio del cervello, riesca a persuadere la massa dei cittadini che alcune scelte tributarie, come ad esempio progressività delle imposte, tassazione dell'eredità, ipertassazione dei patrimoni, armonizzazione fiscale europea e così via, siano dogmi indiscutibili e immodificabili. Dogmi che vengono spacciati per verità scientifiche e nobilitati di un'aura di alta eticità. Ma per fortuna vi sono ancora eresiarchi impenitenti, come Pascal Salin, che con la lama del libero pensiero smascherano queste "pie frodi" elaborate per legittimare le scandalose rapine dello Stato padrone-predone.

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  • L'azione umana

    Ludwig von Mises

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    L'azione umana può essere considerata la maggiore opera di Ludwig von Mises. È stata scritta negli Stati Uniti d'America, dove l'autore, in fuga dal nazismo, è stato accolto come esule politico. Costituisce il momento culminante di una lunga riflessione, tramite cui viene data risposta ai più rilevanti problemi della vita sociale. A Mises è toccato vivere contro il proprio tempo. Ha dovuto affermare le ragioni della libertà in un contesto storico-sociale in cui le correnti ideologiche dominanti hanno portato al comunismo, al nazismo e all'aggressione dello Stato di diritto mediante un diffuso interventismo politico. Mises ha avuto sempre chiara l'idea che la cooperazione sociale si può svolgere in forma volontaria o in forma coercitiva. Anche se promettono il contrario, i programmi politici che impongono la cooperazione coercitiva restringono o sopprimono la libertà individuale di scelta. Il potere totale non produce la libertà totale; genera il dominio totale. Il totalitarismo comunista si basa sul monopolio della conoscenza e su quello delle risorse. E parimenti fa il nazismo. In questo caso, non c'è la formale abolizione della proprietà privata. Ma essa viene di fatto soppressa. È lo Stato a determinare ciò che si deve produrre e quel che si deve consumare, a stabilire i prezzi, i saggi salariali e i tassi d'interesse. Il che non solo impedisce la libertà individuale di scelta. Conduce anche, non diversamente dall'economia pianificata, alla più completa inefficienza. Prefazione di Lorenzo Infantino.

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  • Liberi di scegliere. Una prospettiva personale

    Milton e Rose Friedman

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    In questo libro, ormai un vero e proprio classico, il premio Nobel Milton Friedman e sua moglie Rose offrono argomenti a favore dell'economia di mercato. Per i due Friedman, solo attraverso il libero mercato è infatti possibile tutelare i consumatori e i lavoratori, raggiungere elevati livelli d'istruzione, evitare l'inflazione e la disoccupazione, consentire ai cittadini di vivere in sicurezza. Pubblicato originariamente nel 1980, "Liberi di scegliere" evidenzia come la perdita della libertà generi costi gravosi, dato che troppe leggi e regolamenti, una spesa pubblica fuori controllo e una tassazione predatoria impoveriscono la società nel suo insieme. In queste pagine Milton e Rose Friedman sviluppano pure un'analisi sulle potenzialità della cooperazione spontanea fra individui. Consentendo a chiunque di cooperare anche a grande distanza, il mercato rappresenta per giunta un argine alla formazione di qualsiasi concentrazione di potere politico.

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  • La via della schiavitù

    Friedrich A. Hayek

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    Qual è la lezione che questo libro destina al mondo occidentale dell'epoca e al tempo stesso - per l'attualità delle sue intuizioni - concede in eredità ai contemporanei? Semplicemente che non può esservi alcun compromesso tra la libertà e i diritti "sociali" degli individui. Il fascismo, il socialismo, il nazismo, il comunismo, totalitarismi che, secondo Hayek, conducono alla via della schiavitù, sembrerebbero ormai appartenere ai residui del "secolo breve". Questi regimi dispotici non hanno saputo adattarsi alle sfide della modernità, e quindi hanno dovuto soccombere sotto il peso delle loro nefandezze etiche e inefficienze economiche. Mentre il sistema democratico, insieme al mercato, si sono rivelate le soluzioni più idonee, seppure in sé imperfette, per il mantenimento e il miglioramento degli equilibri politici e per il progresso morale e materiale della società civile. Emerge, però, la delusione dell'autore nei confronti del destino storico della democrazia. La radice delle sue distorsioni originarie sta proprio nell'opposizione dei popoli all'idea di libertà, che si manifesta nell'anelito masochista alla schiavitù. Il problema sollevato da Hayek - perché emergono i peggiori ovvero, per contro, soccombono i migliori - costituisce uno dei maggiori crucci per i cittadini del nostro tempo, la causa della loro delusione e del loro distacco dalle istituzioni politiche. Prefazione di Raffaele De Mucci.

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  • I fallimenti dello stato interventista

    Ludwig von Mises

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    L'interventismo economico dello Stato distrugge le risorse collettive; impedisce la crescita della conoscenza e blocca l'innovazione; è un'inesauribile fonte di corruzione; ed è una permanente e sistematica minaccia per la libertà. Scrive Mises: "Ovviamente l'opinione pubblica non ha affatto torto a sentire dappertutto puzzo di corruzione nello Stato interventista [...] corruttori [... e] corrotti [...] violano le leggi e sono perfettamente consapevoli di danneggiare il bene collettivo. E, poiché a poco a poco si abituano a violare le leggi penali e le norme morali, finiscono per perdere interamente la facoltà di distinguere tra il giusto e l'ingiusto, tra il bene e il male [...] si finisce per pensare che in fondo peccare contro la legge e la morale faccia "purtroppo parte della vita" e per deridere quei "teorici" che vorrebbero che le cose andassero diversamente". Si afferma così l'uomo politico che dispensa più "favori". Il successo dipende dall'ammontare della spesa pubblica che il politico può, in un modo o nell'altro, destinare ai suoi clientes. Proprio il contrario di quel che avviene nel mercato, dove si afferma l'imprenditore che sa essere competitivo, contenere i propri costi. Prefazione di Lorenzo Infantino.

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Legge e diritto

  • Scritti di scienza politica e teoria del diritto

    Bruno Leoni

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    Per molti anni l'antologia di "Scritti di scienza politica e teoria del diritto" è stata l'unico testo di Bruno Leoni a disposizione del lettore di lingua italiana. Apparso per la prima volta nel 1980 per iniziativa di Mario Stoppino, allievo di Leoni e interprete originale di vari temi politologici della riflessione del maestro, il volume viene ora riproposto (arricchito da una prefazione di Giorgio Rebuffa) nella convinzione che i saggi che lo compongono siano ancora più attuali che in passato, dato che nel nostro tempo è più agevole comprendere la forza dell'analisi realistica della politica, della riflessione sulla nozione di rappresentanza, della critica al normativismo kelseniano. Dalle pagine antologizzate emerge con chiarezza quello che Stoppino ebbe a definire "l'individualismo integrale" di Leoni: la sua rigorosa difesa dell'ordine giuridico liberale e, di conseguenza, la sua strenua opposizione ad ogni espansione del potere.

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  • Le ragioni del diritto

    Carlo Lottieri

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    Questo volume si pone come obiettivo quello di focalizzare l'attenzione sull'importanza che la valorizzazione della libertà degli individui riveste nel pensiero di Bruno Leoni. Grande parte è dedicata al progetto di Leoni di società libera e della concezione del diritto, del potere pubblico e dell'economia.

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Roland Baader

Romanzi

  • La fonte meravigliosa

    Ayn Rand

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    Ispirata a Frank Lloyd Wright, il genio americano dell'architettura, autore di capolavori come il museo Guggenheim, è la storia di Howard Roark, giovane architetto di talento, deciso a rinunciare a fama e carriera e a lottare contro i pregiudizi e le convenzioni, pur di affermare il proprio genio. Nella sua battaglia contro lo status quo e per il diritto all'arte vera, libera e creatrice, Howard si imbatte in ogni variante di corruzione umana, inclusi un rivale senza scrupoli e privo di morale, Peter Keatin e un potente editore, Ellsworth Toohey. È anche la storia di un amore contrastato, struggente e impossibile che si intreccerà indissolubilmente con la vita e la carriera di Howard.

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  • Il processo

    Franz Kafka

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    Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

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  • La rivolta di Atlante

    Ayn Rand

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    Questo romanzo riassume l'etica oggettivista di Ayn Rand, fondata sulla difesa del capitalismo, della ragione e dell'individualismo. La vicenda della compagnia ferroviaria Taggart Transcontinental si incrocia con quella della nazione americana, la cui politica dirigista ne sta provocando il collasso. Hank Rearden, inventore di una speciale lega metallica, e Dagny Taggart, mente direttiva della Taggart, si persuadono dell'impossibilità di redimere un mondo che rifiuta la ragione quale mezzo di sopravvivenza e di progresso e decidono di aderire allo sciopero dei cervelli. Francisco D'Anconia e Ragnar Danneskjöld sposano il progetto di John Galt che vuole impedire lo sfruttamento delle menti produttive riunendole in una località inaccessibile. Ma John dovrà affrontare un'avventura che tenterà di sopraffarlo, alle prese con individui spietati che cercheranno anche di corromperlo.

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